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LA COMUNICAZIONE: TOCCO, PAROLA E DIMOSTRAZIONE
di Cristina Pintucci
Direttrice Classical Pilates School
La comunicazione è un aspetto fondamentale nel Pilates. Un professionista non può esimersi dal porsi domande essenziali per capire come interagire con il proprio cliente.
Qual è l’approccio che dobbiamo avere quando lavoriamo con il cliente? Come e quali indicazioni dare durante l’insegnamento affinché un messaggio arrivi correttamente?
Tocco, parola e dimostrazione sono i mezzi attraverso i quali comunicare con il proprio cliente. Esaminiamoli insieme.
IL TOCCO
L’importanza del tocco viene spesso ignorata o non compresa fino in fondo. Toccare innanzitutto mette in relazione con l’altro, un’azione che influisce nella sfera personale. Questo richiede di per sé una sensibilità nel comprendere la persona che ci sta di fronte.
Per insegnare Pilates non si può prescindere dal toccare il proprio cliente. Assistere il cliente attraverso il tocco non significa soltanto salvaguardarlo o proteggerlo da possibili pericoli, ma anche sapere dove posizionare le nostre mani affinché capisca cosa deve fare. Mettere una mano sulla schiena di un cliente, ad esempio, significa anche dire “questa è la parte del corpo che devi attivare”.
La pressione che si esercita attraverso il tocco suggerisce inoltre quanta forza ed energia il cliente deve impiegare per eseguire l’esercizio nel modo corretto e misurarne l’entità. Per l’insegnante significa quindi sapere quanto questo debba essere forte per essere incisivo e quanto debba essere controllato e misurato per non essere invasivo.
Assistere un cliente richiede un contatto che, anche se sembra contraddittorio, deve rispettare uno “spazio vitale” e creare allo stesso tempo una connessione profonda tale da trasformare quel tocco in energia.
Più il nostro tocco sarà consapevole e giusto, più il messaggio sarà chiaro e, di conseguenza, il cliente si sentirà sicuro. Solo allora si creerà una vera comunicazione.
LA PAROLA
La parola è un altro strumento di comunicazione molto importante. Quali parole, quante e come usarle sono aspetti da tenere sempre ben presenti.
Usare un linguaggio semplice vuol dire garantire la chiarezza del messaggio perché la comprensione diventi immediata, arrivando subito all’obiettivo.
È importante trovare le giuste parole per non rischiare di disorientare, ma dare troppe spiegazioni riguardo un esercizio, per esempio, spesso allontana il cliente dal focus rischiando anche di lasciarlo fermo in posizioni a volte scomode.
Ricordiamoci sempre che il troppo parlare impedisce il fluire dell’energia che è alla base della nostra disciplina.
Oltre alle parole giuste, anche il tono della voce deve essere un mezzo attraverso il quale comunicare. Usare la voce in modo pertinente e appropriato significa essere in grado di dare le indicazioni corrette ed adeguata enfasi al movimento. Ed è così che un tono vivace può indicare dove concentrare l’energia mentre un tono più pacato ci può dire dove allentarla.
Quindi è facilmente comprensibile come un tono, ad esempio, deciso ed autorevole diventi un elemento importante per far sentire il cliente guidato e motivato.
Ma cosa possiamo fare quando, nonostante tutto questo, il cliente si trova in difficoltà e il messaggio non arriva?
LA DIMOSTRAZIONE
Oltre il tocco e la parola possiamo avvalerci di un altro mezzo di comunicazione, un input visivo, cioè dimostrare l’esercizio.
Riguardo a questo, non tutti si trovano d’accordo, sostenendo che l’insegnante non debba mai ricorrere alla dimostrazione.
Io personalmente penso che questo invece sia un elemento molto importante da utilizzare.
Quando il cliente è in difficoltà, per evitare il troppo parlare, il troppo toccare preferisco eseguire l’esercizio e fargli capire cosa fare o non fare. Visualizzare l’immagine corretta assicura al cliente l’immediata comprensione poiché il messaggio arriva velocemente e in modo chiaro, infondendo così tranquillità nel cliente e fiducia verso l’insegnante.

