Professionisti di Pilates si diventa

Ragazza di schiena esegue esercizio sulla barrel seguita dall'insegnante

Credits: senivpetro/freepik.com

PROFESSIONISTI DI PILATES SI DIVENTA

di Lucia Nocerino e Jolita Trahan

Essere professionisti di Pilates comporta un atteggiamento diverso del nostro essere insegnanti che non si limita ad avere la formazione adeguata e svolgere la propria attività con serietà e competenza, ma anche tenere conto di tanti aspetti che coinvolgono la professione e il suo sviluppo all’interno del settore.
Sul nostro sito è possibile leggere un articolo dedicato al termine “certificazione” da sempre utilizzato nel nostro settore erroneamente come mera traduzione dall’inglese quando si fa riferimento a quelle che sono invece nel nostro paese le attestazioni di competenza rilasciate da una scuola di formazione professionale.

Come associazione di rappresentanza della categoria, presente nell’elenco del MIMIT ai sensi della legge 4/2013, siamo chiamati all’art.6 a promuovere l’autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell’attività, cosa che già avviene attraverso il nostro regolamento interno. Inoltre la stessa legge stabilisce che la qualificazione della prestazione professionale si basa sulla conformità della medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI.

Per questo APPI è attualmente impegnata nella collaborazione all’elaborazione della prima norma tecnica UNI sugli insegnanti di Pilates attraverso la partecipazione ai lavori degli specifici organi tecnici e l’invio dei propri contributi al fine di garantire la massima consensualità, democraticità e trasparenza.

Alla fine di tale processo si avrà finalmente in Italia la possibilità di accedere alla certificazione delle competenze, attraverso un organismo terzo accreditato dallo Stato italiano. Quindi solo allora si potrà parlare di certificazione e un insegnante certificato sarà colui che avrà seguito non solo il percorso nelle scuole professionali, ma avrà anche aderito ai requisiti della norma tecnica UNI a tutela della professione e degli utenti finali.

Negli Stati Uniti, si è già arrivati alla certificazione delle competenze attraverso l’esame del National Pilates Certification Program (NPCP). Il superamento dell’esame consente di fregiarsi della qualifica di National Certified Pilates Teacher (NCPT). Tale esame può essere sostenuto dagli insegnanti di tutto il mondo, ma ha valore legale solo negli Stati Uniti. Offrendo però anche agli insegnanti italiani la possibilità di avere un riconoscimento perlomeno a titolo di prestigio, è bene conoscerne la storia e le caratteristiche grazie al contributo di Jolita Trahan, membro dal 2017 della commissione del National Pilates Certification Program.

La National Pilates Certification Program (NPCP) Inc. è un’organizzazione no profit con sede legale in Florida. È l’unico ente per la professione di insegnante di Pilates accreditato dalla National Commission for Certifying Agencies (NCCA), cioè l’unica certificazione che soddisfa i requisiti rigorosi di questo governing body che valuta gli standard professionali di competenze minime.

Nel 2009, all’interno della PMA, nasce una commissione con il compito di creare un esame in grado di “certificare” in modo univoco i risultati delle varie scuole di formazione, nate dopo la liberalizzazione dell’utilizzo della parola Pilates negli Stati Uniti, avvenuta nell’ottobre 2000. Con la creazione dell’esame, una volta superato, gli insegnanti ottenevano la “certificazione PMA” (PMA-CPT). Nel 2018 questa commissione ha ricevuto il “branding” NPCP e, nel gennaio 2021, è diventata un ente indipendente e autonomo. Questa decisione giuridica è stata necessaria per evitare la confusione creata dal fatto che l’esame fosse gestito dalla PMA, un’organizzazione esclusivamente promozionale per la disciplina.

La creazione di un esame professionale approvato dalla NCCA è un processo lungo e complesso. Le domande vengono elaborate da esperti delle materie con provenienza internazionale, che rappresentano, in questo caso specifico, i vari approcci al Pilates e toccano vari argomenti, dall’anatomia alla scelta degli esercizi per i clienti, alla conduzione di una lezione in sicurezza e tanto altro. Le domande sono archiviate in una banca dati e l’esame viene rinnovato periodicamente.

L’esame è scritto, in inglese o in spagnolo, ma per accedere il candidato deve dimostrare di aver completato una formazione che include una verifica pratica all’interno del programma. Per l’esame comprehensive sono richieste attualmente 450 ore di studio. Le competenze riguardano la conoscenza di tutti i grandi attrezzi utilizzati in uno studio Pilates, oltre al repertorio completo di Matwork.

Una grande novità di quest’anno è la creazione, con l’approvazione NCCA, di un esame esclusivamente per il repertorio di Matwork.
Pur consapevoli dell’importanza di conoscere la disciplina nella sua interezza, l’esame si rivela utile per gli insegnanti che non hanno la possibilità di lavorare con l’attrezzatura e lavorano al di fuori dell’ambiente dello studio (fitness club, circoli, scuole, parchi e altri ambienti pubblici), ma è anche una tutela verso i proprietari dei centri con la garanzia di impiegare istruttori che dimostrano una competenza specifica e che conoscono anche le norme di sicurezza del repertorio Matwork. L’esame inoltre scoraggia la formazione frettolosa, visto che per accedere all’esame sono richieste 100 ore di studio, e promuove il desiderio specifico di Joseph H. Pilates che tutto il mondo faccia i suoi esercizi.

Per ulteriori chiarimenti, potete contattare info@pilatesnetwork.it oppure visitare il sito del National Pilates Certification Program.